Esposizione strumenti

Benvenuti alla scoperta del nostro Instrumentarium medievalis, esposizione didattica di strumenti musicali del Medioevo: da quelli ad ad arco (come la viella, la ribeca e la lira ad arco) a quelli a ruota (come la symphonia), da quelli a pizzico (come l’arpa e la citola) a quelli a fiato (come il flauto) e a percussione (come il tamburo e il triangolo).

Strumenti musicali di liuteria storica, ispirati alle testimonianze iconografiche (miniature, affreschi, bassorilievi e sculture…) di epoca medievale o a esemplari conservati in Musei.

Gli strumenti qui di seguito presentati, insieme ad altri, sono protagonisti di esposizioni didattiche e dimostrazioni-concerto, durante le quali il pubblico può ascoltare il suono di questi antichi strumenti e conoscere la loro storia, attraverso il racconto e l’esecuzione di brani tra i più noti del repertorio medievale (Laudario di Cortona, Llibre Vermell, Cantigas de Santa Maria, Carmina Burana, Chansons di trovatori e trovieri…).

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VIELLA (o vidula, fidula): è uno strumento ad arco che trovo’ diffusione in tutta l’Europa medievale. Fonti letterarie attestano il suo utilizzo già nel XII secolo da parte dei trovatori, mentre le fonti iconografiche ne documentano l’uso in ambito sacro e profano fino al XV secolo. Proprio al XV secolo appartiene l’esemplare più antico di questo strumento che sia giunto sino a noi e che è conservato a Bologna.

Nella maggior parte delle raffigurazioni, la viella è uno strumento a fondo piatto, di contorno ovale (o, talvolta, a forma di otto), senza capotasti (fino al XIV secolo) e con 4 o 5 corde. Viene suonata indifferentemente tenendola appoggiata sulla spalla, sul collo, sulle gambe o tra le ginocchia del suonatore (quest’ultima posizione appare la più utilizzata nel XII secolo).

Nelle raffigurazioni alcune vielle appaiono riccamente decorate con pitture o intarsi di legno o pietre preziose, altre invece sono molto semplici. E’ ragionevole pensare che questo in gran parte dipendesse dallo status sociale e finanziario del suonatore, che poteva essere un professionista in servizio a corte, un nobile, un religioso oppure un giullare girovago. (Fonte: M. Tindermans, The Vielle before 1300 in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: una viella a quattro corde, senza capotasti, ricostruita a partire dalla raffigurazione di uno strumento raffigurato nell’ “Incoronazione della Vergine“, dipinto conservato nella Pinacoteca di Monaco e datato 1470 circa.

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RIBECA (o rubeba): è un altro strumento ad arco che conobbe grande diffusione nell’Europa medievale. E’ caratterizzata da un corpo a forma di pera, scavato da un pezzo unico di legno e di piccole dimensioni. La più antica raffigurazione nota di una ribeca è in una fonte inglese del 1050 circa e presenta 4 corde. Lo strumento fu in uso fino ai primi decenni del XVII secolo. (Fonte: S. Jones, Rebec in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: ribeca a 4 corde, ispirata alle iconografie del secolo XIII, con corpo e il manico scavati in un pezzo unico di legno di ciliegio. La tavola armonica è in abete e la tastiera, la cordiera e il bottone sono in legno di noce.

Ribeca

 

SYMPHONIA: è uno strumento le cui corde vengono messe in vibrazione non da un archetto ma da una ruota di legno, che girando produce un suono continuo, come quello della ghironda di cui è antenata. Si ritiene che abbia avuto origine nel nord Europa, probabilmente in Germania, intorno al 1100 e che da qui si sia diffusa in altri Paesi nel XII e XIII secolo. Impiegata soprattutto nella musica profana, la symphonia era ideale per eseguire musica di danza e, in ambito aristocratico, per accompagnare canzoni monofoniche. (Fonte: R. Green, Symphonia in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: symphonia su modello di uno strumento raffigurato in una miniatura del manoscritto delle Cantigas de Santa Maria, XIII secolo, realizzata con tavole in abete rosso intagliate, una manovella che aziona la ruota e una serie di tasti che, attraverso un sistema di tangenti, permettono di intonare la melodia.

Symphonia

CITOLA (o cetula): è uno strumento a corde pizzicate e vanta una ricchissima iconografia, perché era associata a due dei principali temi dell’arte medievale: l’antichità classica e la Bibbia. L’unico esemplare giunto sino a noi è del XIV secolo ed è conservato al British Museum. (Fonte: C. Young, Lute, Gittern & Citole in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: citola italiana con cassa e manico scavati da un pezzo unico di legno e con tavola in abete impreziosita da intagli e decorazioni a fuoco. E’ ispirata al bassorilievo del re David e dei suoi musicisti presente nel Battistero di Parma e datato al 1180 circa.

citola

TAMBURO A CORDIERA: è stato lo strumento cilindrico a percussione più comune nell’Europa del Medioevo. Attestato in varie forme e dimensioni, è generalmente raffigurato con due pelli alle estremità, la cui tensione è regolabile per mezzo di una corda e di legacci in cuoio. Il suo suono è un timbro caratteristico, grazie alle corde budello tese sulla membrana inferiore e che vibrano al colpo della bacchetta. (Fonte: P. Maund, Percussion in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: tamburo tardo medievale con fusto in legno, estremità in pelli di capra e cordiera. Simile al modello presente in un bassorilievo del Palazzo Comunale di Cremona (XV sec.). tamburo

FLAUTO DOLCE: questo strumento a fiato fu molto comune nel Medioevo con una cameratura cilindrica e il tipico fischietto attraverso il quale viene prodotto il suono. E’ il frutto di una lunga evoluzione costruttiva, che ebbe slancio nel XII e XIII secolo, quando in Europa si diffuse un’ampia varietà varietà di strumenti a fiato, molti dei quali furono importati dal mondo islamico come risultato delle Crociate. (Fonte: H. W. Myers, Flutes in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: flauto in legno di pero a cameratura cilindrica, attestato in iconografie del XIV secolo, come nella pala d’altare di Pedro Serra, datata circa al 1385, conservata al Museo Nazionale d’Arte di Catalogna a Barcellona.  

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ARPA ROMANICA: è uno strumento a corde pizzicate molto ben attestato nell’iconografia medievale dei secoli XI-XIII, ma della quale nessun esemplare è giunto sino a noi. Stando alle raffigurazioni, questa antica arpa aveva piccole dimensioni e un numero corde limitato, in genere da 10 a 13. Il materiale utilizzato per le corde di norma era il budello. Raramente erano utilizzate corde fatte di crini di cavallo o di seta. L’arpa romanica spesso presentava decorazioni zoomorfe nei punti di collegamento tra le sue tre parti. (Fonte: H. Myers, Harp e B. Bagby, Imaging the Early Medieval Harp in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: arpa romanica in legno di noce italiano a 12 corde e con elementi decorativi zoomorfi di ispirazione normanna. E’ stata ricostruita seguendo fedelmente il modello iconografico fornito da una miniatura del XIII secolo contenuta nel Salterio di Santa Elisabetta, conservato a Cividale del Friuli (immagine qui non disponibile). 

arpa romanica

ARPA GOTICA: sono così chiamate le arpe dei secoli XIV e XV che l’iconografia ci ha tramandato come arpe dal corpo snello e allungato e che arrivano ad avere fino a 25-26 corde in budello. Molte delle arpe che appaiono nelle raffigurazioni del XV secolo sono dotate di caratteristici “uncini”, che avevano una duplice funzione: fissare le corde alla tavola armonica e, se opportunamente ruotati fino a toccare le corde, aumentare il volume del suono prodotto e rendere il timbro dello strumento diverso e “ronzante”. (Fonte: C. A. Fulton, Playing the Late Medieval Harp in A Performer’s Guide to Medieval Music, Indiana University Press).

Nell’immagine qui sotto: arpa gotica a 21 corde di liuteria italiana, in legno di acero, dotata di uncini e realizzata su modello delle arpe più diffuse nell’Europa di fine XIV e inizio XV secolo.

Arpa gotica

 

LIRA AD ARCO (o crotta o rotta): è uno strumento attestato nell’Europa medievale, soprattutto nel nord. Ha forma rettangolare con al centro la tastiera con le corde ed era scavata da unico pezzo di legno. La sua caratteristica è il ponticello: esso ha due piedi, uno più corto che poggia sulla tavola ed uno più alto che attraversa uno dei due fori di risonanza e poggia sul fondo della cassa, assolvendo così anche alla funzione di anima dello strumento per trasmettere le vibrazioni al fondo e rendere più sonoro lo strumento. (Fonte: C. Sachs, Storia degli strumenti musicali, Mondadori).

Nell’immagine qui sotto: lira ad arco a 4 corde, ispirata a una miniatura francese del Tropaire-Prosaire di Auch (990-1010). E’ scavata da pezzo unico di legno di pino, con tavola in abete.

Rotta, Tropario